• Numana e il Conero

    Macchia mediterranea a picco sul mare

    Istituito nel 1987, Il Parco regionale del Conero è un’oasi protetta che si trova presso l’omonimo monte Cònero, che dà sfoggio della sua bellezza grazie a 572 metri di macchia mediterranea, a strapiombo sul mare.

    Il Conero accoglie un’area protetta che ospita 18 percorsi da attraversare per scoprire scorci paesaggistici mozzafiato. Durante le passeggiate è possibile osservare uccelli migratori, tra cui il falco pellegrino, e rapaci notturni; inoltre, è possibile osservare alcune preziose testimonianze storico-artistiche, come la Torre di Guardia e la chiesetta romanica di Santa Maria a Portonovo.

Numana

Villaggio di pescatori dalle splendide spiagge

Numana, anticamente porto piceno rifondato dai siracusani (a partire dal V sec. a. C.) è stata poi inclusa nelle rotte ateniesi, trasformandosi in emporio e centro di smistamento delle merci greche verso l’interno e il medio Adriatico.
Durante i secoli attraversa varie fasi storiche, fino a stabilizzarsi negli ultimi secoli, come villaggio di pescatori. Negli ultimi sessant’anni ha conosciuto una notevole accelerazione turistica, diventando tra le località più amate della regione Marche, per la sua bellezza, l’ospitalità e le belle spiagge che la caratterizzano.
Il porticciolo turistico è oggi attrezzato per ospitare fino a 800 imbarcazioni da diporto.
Dell’età picena rimangono alcune testimonianze, conservate nel Museo Archeologico di Ancona e nell’Antiquarium di Numana.
Da non perdere: una tappa alla Torre, arco dalle origini ancora non del tutto accertate, e la Costarella, con la sua famosa scalinata che porta al lungomare ed ospita spesso mostre pittoriche. Di pregio è anche il Crocifisso ligneo romanico, conservato nell’omonimo santuario.

Sirolo

Sul mare, nel verde del Parco del Conero

La civiltà picena si stabilisce su Sirolo dal IX al III secolo a.C. (ne rimangono alcuni resti interessanti presso l’area archeologica “I Pini”), a cui segue la dominazione romana. Attorno al 560 d.C. risale, con tutta probabilità, l’etimologia di “Sirolo”, da Sirio.
A partire dal Medioevo, Sirolo acquista la propria identità di rocca fortificata, per tutelarsi dalle invasioni di barbari e pirati, mediante vicoli e torri. Ad oggi è tra i comuni della Riviera del Conero, sorgendo proprio alle falde del monte ed è molto noto per le numerose bandiere blu e per la caratterizzazione del suo centro storico. Le viuzze si snodano nel centro storico, aprendosi sull’ampia piazzetta che ha una stupenda veduta panoramica: da un lato il monte Conero, con le sue calette, dall’altro il lungomare di Numana.
La cittadina ospita due teatri: lo storico teatro Cortesi e il magnifico teatro all’aperto “Le Cave”.

Le Due Sorelle

Raggiungi da Numana questa affascinante spiaggia selvaggia

Una delle spiagge più note della zona è quella delle Due Sorelle, raggiungibile via mare anche con apposite imbarcazioni che partono regolarmente dal porto di Numana.
Per chi ama le spiagge selvagge, questa meta è davvero imperdibile: non attrezzata, la spiaggia si configura come una piccola baia dalle acque cristalline e da due scogli molto simili tra loro che si innalzano dall’acqua, simili a due massi gemelli (da cui appunto il nome ‘Le Due Sorelle’. In prossimità dello snodo con la baia attigua la corrente si fa più forte, mentre le acque antistanti la baia sono in genere tranquille e protette dal vento.
Adiacente la spiaggia delle Due Sorelle, c’è un altro tratto di litorale, caratterizzato dalla presenza di massi: lì un tempo c’era la Grotta degli Schiavi, chiusa da una frana agli inizi del secolo.
Ancora oggi si ricordano le molte testimonianze riguardo alla bellezza di questa grotta, a cui si poteva accedere tramite barca direttamente dal mare.

Portonovo

Tra natura e paesaggio

La frazione anconetana di Portonovo è parte integrante del Conero, un monte abitato fin dalla preistoria, e ne segue le sorti: dall’insediamento piceno, alla dominazione dorica, a cui fecero seguito quella romana e bizantina, seguì l’occupazione dello Stato Pontificio, per arrivare al dominio francese, e infine, a quello italiano. Una traccia unica della vita monastica che contraddistinse questa zona nel medioevo, con eremiti alla ricerca di silenzio e solitudine, è la piccola chiesa di Santa Maria, gemma romanica risalente al XI sec. Lungo la sua baia, luogo d’approdo nei vari secoli, si rintracciano significative testimonianze storiche: la torre di Guardia eretta nel ‘700 a difesa dei pirati e il Fortino napoleonico, baluardo militare ora trasformato in struttura ricettiva e di ristorazione.
La baia di Portonovo si articola in un contesto naturale ancora intatto: l’arenile, caratteristico, è formato da bianchi ciottoli di pietra del Conero, levigati continuamente dalle onde. Due laghetti salmastri creano un habitat con flora e fauna specifiche e preservate dalla Riserva naturale.

Porto Recanati

Il colorato lungomare e il famoso brodetto

Porto Recanati non si è chiamata sempre così; infatti nel XVI sec. la città cambia il proprio nome in Porto Giulio, in onore del Papa Giulio II – risale a quest’epoca la chiesetta della Banderuola, sorta nel punto in cui avvenne la prima leggendaria “traslazione” della Santa Casa di Loreto. Merita una visita la Pinacoteca Moroni, custodita all’interno del Castello Svevo. La corte del castello ospita oggi l’Arena dedicata a Beniamino Gigli, sede di numerosi eventi, spettacoli e manifestazioni culturali.

Il centro di Porto Recanati è caratterizzato da uno splendido litorale, fiancheggiato in gran parte da uno lungomare pedonabile su di esso si susseguono stabilimenti balneari, locali e ristorantini, e nella parte nord del paese si possono ammirare, affacciate sul mare, le tipiche casette colorate dei pescatori, tutt’oggi presenti e attivi nel tessuto produttivo della città. La pesca è un’attività legata indissolubilmente alla cucina: famosissimo è il brodetto di pesce di Porto Recanati, l’unico in bianco, dove viene utilizzata la zafferanella al posto del pomodoro. Il variopinto mercatino che si tiene il giovedì, aggiunge un’ulteriore nota di allegria e colore a questo borgo ricco di tradizioni, allietato ogni estate da numerose feste, sagre e manifestazioni.

Loreto

Spiritualità e arte

La città di Loreto si sviluppa sulla sommità di una collina, circondata dalla campagna marchigiana, in cui si può osservare la coltivazione dell’ulivo. Si staglia contro il cielo, con la sua sagoma inconfondibile, la grande cupola della Basilica, che ha reso Loreto famosa in tutto il mondo.
La Basilica, infatti, di stile gotico-rinascimentale, sorge su un’antica struttura a tre navate ed ospita la Santa Casa, che fede e tradizione identificano con quella che fu di Maria, dove poi ricevette l’Annunciazione dall’Arcangelo Gabriele.
In molti parteciparono all’abbellimento della chiesa: la cupola ottagonale fu eretta tra il 1498 e il 1500 da Giuliano da Sangallo; il Bramante partecipò alla realizzazione della facciata; mentre il ricco e sontuoso rivestimento marmoreo che abbraccia la Santa Casa fu progettato dal Bramante e poi edificato da Sansovino. La Cappella dell’Annunciazione è stata decorata con affreschi di Federico Zuccari, mentre le sacrestie di San Marco e San Giovanni da Melozzo da Forlì e Luca Signorelli; infine, il soffitto ed il padiglione della sala del Tesoro sono stati affrescati dal Pomarancio. Tra il 1750-1754 il campanile fu messo in opera da Luigi Vanvitelli. Nella chiesa sono presenti anche opere di Lorenzo Lotto, che fu molto attivo nella Marche.

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